Da La Repubblica del 09/04/2004

Partecipazione superiore alle attese. L´ex premier lancia un appello agli elettori contestando i risultati ufficiosi

Algeri, sul voto l´ombra dei brogli

Bouteflika verso la vittoria ma per l´opposizione è "una truffa"

Il presidente uscente accusato di essere sceso a patti con gli islamici
Una giornata elettorale nella tranquillità, ha votato circa la metà degli aventi diritto

di Fabio Scuto

ALGERI - Chi è l´ottavo presidente della Repubblica algerina che guiderà il paese per i prossimi cinque anni? Se lo chiedono 32 milioni di algerini. Il presidente uscente Abdelaziz Bouteflika è pronto ad annunciare la sua vittoria al primo turno ma i candidati dell´opposizione, soprattutto il suo ex delfino e principale sfidante Ali Benflis, denunciano brogli clamorosi e chiedono alla popolazione di non accettare «la truffa elettorale». Ieri sera in una drammatica riunione Benflis, leader del Flm, Said Sadi presidente del Rcd (laico) e Abdallah Djaballah capo del partito islamico El Islah, hanno lanciato un appello al popolo algerino perché respinga i risultati di «un´elezione truffa». Sadi ha chiesto a tutti i suoi sostenitori di andare in piazza del 1 Maggio, storico luogo di manifestazioni nel cuore della capitale, per contestare a gran voce i risultati. Difficile dire quali potranno essere gli sviluppi di una situazione che ogni sera sembra più incandescente. Cosa faranno ora i generali, i veri arbitri dei destini del paese, che avevano annunciato per la prima volta nella storia d´Algeria la loro neutralità, in una palese presa di distanza da Bouteflika che loro stessi avevano fatto eleggere presidente nel 1999?

Già da ieri pomeriggio si era fatta sempre più insistente nella capitale la convinzione che il presidente uscente Abdelaziz Bouteflika avesse vinto senza bisogno di un secondo turno elettorale. «Tutti in piazza alle 21 per festeggiare Boutef», era la parola d´ordine rimbalzata da una zona all´altra della capitale mentre dal quartier generale del principale rivale del capo dello Stato, il suo ex premier e braccio destro Ali Benflis, arrivavano le prime denuncie di brogli. Secondo il direttore della comunicazione di Benflis, Djilali Soufiane, «in molti seggi le urne sono state riempite abusivamente di schede pro Bouteflika». Mentre il tasso di partecipazione fornito dal ministero degli Interni (l´ultimo disponibile ieri sera era del 46,55 per cento, in calo rispetto al 50,84 per cento alla stessa ora delle presidenziali del 1999) era di molto superiore alle stime dei controllori del partito di Benflis. Su Bouteflika accusato dagli altri cinque candidati di essere affetto dal culto della personalità, e di non aver mantenuto le promesse del programma con il quale nel 1999 venne eletto con il 73 per cento dei voti, sono confluiti anche i voti degli islamici. A nome di quella parte del disciolto Fis che fa capo a Abassi Madani, Rabah Kebir hanno invitato a votare per Bouteflika, certamente per ringraziarlo della legge per la «Concordia civile» contestata dai parenti delle vittime che ha permesso la scarcerazione dei terroristi islamici pentiti. Molti accusano il presidente uscente - oggi mollato dagli stessi generali fermamente ostili agli islamici - di essere sceso a patti con gli ex terroristi dell´Ais, il braccio armato del Fis, pur di rimanere al potere.

La giornata elettorale a Algeri era trascorsa tranquilla. Nei quartieri chic sulle colline che dominano la capitale come Hydra e El Biar nella mattinata avevano votato i due «fratelli-nemici». Il candidato presidente Bouteflika nella scuola Bachir El Ibrahimi dove è arrivato sotto un´imponente scorta dei servizi di sicurezza algerini che hanno tenuto lontano i giornalisti costretti a passare prima di entrare nel seggio sotto un metal detector. In una scenografia opportunamente predisposta Bouteflika è stato accolto dagli «youyous», il grido di gioia e di incitamento, delle donne mentre il presidente a beneficio delle telecamere e dei fotografi prendeva fra le braccia una ragazzina e la folla gridava «che dio salvi il nostro presidente». Sorridente, sicuro della vittoria dopo aver deposto nell´urna la busta con la scheda, Bouteflika aveva lasciato il seggio senza fare dichiarazioni.

Nella stessa ora a meno di un chilometro di distanza nel centro Mohamed Kaddour nell´elegante quartiere di Hydra, il suo principale sfidante Ali Benflis aveva votato senza grandi clamori né scorte vistose. Accompagnato solo dalle due figlie, l´ex braccio destro di Bouteflika - accolto da una pattuglia di sostenitori al grido di «Benflis presidente» - era entrato nel seggio. All´uscita si era detto certo della vittoria. «Se non ci sono state frodi sono sicuro di uscire vincitore da queste elezioni».

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