Da The New York Times del 17/05/2004

Reso noto il testo giurato rilasciato dal caporale Lynndie England

"Le sevizie? Divertenti Così scattammo le foto"

"Con la cinghia al collo li facevo strisciare per sei ore, ma nulla di grave"

di Kate Zernike

Nella sua deposizione giurata agli inquirenti, il caporale Lynndie England ha fatto luce su un mistero: per quale motivo le guardie di Abu Ghraib avessero scattato foto ai detenuti mentre si masturbavano o giacevano ammucchiati con dei sacchetti di plastica in testa. La sua spiegazione è stata: «Pensavamo che fosse divertente e così scattammo delle foto».

La dichiarazione resa dal caporale England il 5 maggio spiega in dettagli accurati e senza tanti giri di parole l´esistenza delle fotografie ora al centro dello scandalo sugli abusi commessi in prigione, e descrive gli abusi alla stregua di una routine, spesso divertente, senza mai chiedersi nemmeno lontanamente se si trattasse di qualcosa di illecito. Lynndie England ha dunque raccontato di aver passato una cinghia intorno al collo di un prigioniero e di averlo costretto, insieme a molti altri, a strisciare e correre su e giù per il corridoio «dalle quattro alle sei ore». Ha raccontato di un soldato che tirava regolarmente una palla da football ai detenuti incappucciati «per spaventarli», di un altro soldato che li prendeva a calci provocando delle ferite aperte. Da una copia della sua deposizione, che il New York Times ha ottenuto, risulta che quando le è stato chiesto se avesse mai abusato dei prigionieri, ha risposto: «Sì, sono salita in piedi su di loro, li ho spinti o strattonati, ma nulla di grave». Il caporale ha quindi proseguito spiegando come il sergente maggiore Ivan L. Frederick II prendesse a pugni i detenuti, e tutte «le altre cose di routine, come buttarsi su di loro o strattonarli». «Faceva anche dei brutti scherzi ad alcuni di loro con le lampade chimiche. Diceva loro di alzare le gambe e sistemava sotto i loro piedi le lampade chimiche, avvisandoli che si trattava di coltelli. La lampada ovviamente si rompeva, il liquido colava a terra e a quel punto costringeva i prigionieri a strisciare nel liquido. Poi li gettava in una cella buia e tutti gli altri prigionieri ne erano terrorizzati, perché quelli brillavano nell´oscurità».

«Nella foto 000015 essenzialmente compariamo noi che facciamo gli scemi», ha detto indicando la foto di alcuni prigionieri ammucchiati nudi in diverse posizioni nel braccio A1, il settore della prigione nel quale i soldati ora incriminati lavoravano. «Queste foto le ha volute lei perché aveva scritto "Sono uno stupratore" sulla pelle di un prigioniero», spiega la England, alludendo a due foto scattate dalla specialista Sabrina Barman. Ha poi indicando la foto 000019 nella quale compare proprio lei che indica un prigioniero che si masturba: «Il sergente maggiore Fredrick aveva tolto i sacchetti dalla testa dei prigionieri e li aveva indotti a masturbarsi. Il prigioniero che indico nella foto non si era fermato, così gli abbiamo scattato una foto».

Il caporale England, la faccia più nota dello scandalo specialmente nella foto in cui sorridendo alza il pollice indicando un mucchio di prigionieri nudi, ha raccontato che ai detenuti venivano messi i guinzagli per intimidirli e per indurli a confessare di aver violentato un ragazzino iracheno di 15 anni.

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