Da La Stampa del 19/05/2004
Originale su http://www.lastampa.it/_web/_INTERNET/meglio_del_web/internet/archivio...

ANALISI

Il testa a testa tra la carta e la Rete

Come Internet ha «salvato» le più grandi biblioteche del mondo

di Anna Masera

Le biblioteche elettroniche hanno preso il posto di quelle tradizionali? O piuttosto grazie a Internet, le biblioteche tradizionali sono rinate? Effettivamente, Internet la Rete la biblioteca multimediale per eccellenza: basta visitare siti come Questia Media (http://www.questia.com/) e Ebrary (http://shop.ebrary.com/), che offrono la consultazione dei libri o tramite un abbonamento mensile o per un tot a pagina scaricata, al motore di ricerca Google (http://www.google.com/) o il portale di libri Amazon (http://www.amazon.com/), che mettono a disposizione con un clic libri interi, ricercabili nei testi. Ma è anche vero che le biblioteche tradizionali hanno fatto passi da gigante in questi anni di rivoluzione digitale e con Internet si sono trasformate in veri e propri centri sociali, culturali e artistici.

«Abbiamo abbracciato questo nuovo modo digitale di divulgare l’informazione e la conoscenza» ha dichiarato al «New York Times» Paul LeClerc, presidente della New York Public Library (http://www.nypubliclibrary.com/), la biblioteca della città di New York. «Il futuro delle biblioteche è diventare comunità, ma i libri non scompariranno mai: chi viene da noi per collegarsi a Internet prima o poi se ne esce con diversi libri sotto il braccio». Negli Usa, poco prima che arrivassero Internet e i pc, le biblioteche erano in crisi per mancanza di fondi e rischiavano di chiudere.

Oggi, grazie alle nuove tecnologie, hanno ritrovato fondi e pubblico. Le connessioni a banda larga stanno trasformandole in grandi Internet point, dove la gente si collega per cercare qualsiasi cosa. Poichè fornire un servizio alla comunità è sempre stata la missione delle biblioteche, oggi questo può essere costituito - perchè no - anche da un corso informatico: «Adesso da noi viene gente che prima non veniva: sono raddoppiati adolescenti, anziani, minoranze etniche» dichiara una bibliotecaria intervistata dal New York Times.

Negli Usa, se nel 1996 solo il 28 per cento delle biblioteche avevano pc per un accesso a Internet da parte del pubblico, oggi il 95 per cento offre accesso al Web. Grazie agli Internet point gratuiti, c’è un afflusso del 30 per cento di pubblico in più rispetto a quelle senza computer, secondo una ricerca del professor Andrew C. Gordon dell’Università di Washington. Negli ultimi sei anni le visite alle 16.400 biblioteche pubbliche Usa sono aumentate del 17 per cento. A dare un grosso aiuto è stata la fondazione «Bill and Melinda Gates», che ha regalato 47 mila dei 120 mila computer collegati online.

C’è chi dice che il programma filantropico della Fondazione Gates sia solo parte della campagna marketing della Microsoft, che così diffonde i suoi software (Windows e Office): in effetti le biblioteche non sono obbligate a sceglierli, ma l’83 per cento lo ha fatto. Comunque, è un fatto che grazie a questi aiuti il divario digitale in Usa si è ridotto tra chi il pc ce l’ha a casa e chi no.

E in Italia, Europa? Le principali biblioteche nazionali da umanistiche si stanno trasformando in luoghi di ricerca, con particolare attenzione alle sezioni scientifiche. E tutte le biblioteche si sono attrezzate e sono in Rete con tanto di sito Web ricercabile. Dalla Sormani di Milano (http://www.comune.milano.it/biblioteche/index.html), la principale biblioteca di pubblica lettura del sistema comunale di Milano, con il suo patrimonio documentario accessibile gratis, a quella Nazionale di Torino (http://www.bnto.librari.beniculturali.it/) e quella Nazionale Centrale di Roma (http://www.bncrm.librari.beniculturali.it/), dove è stata realizzata una rete locale che ha consentito la connessione di oltre 700 punti terminali e la creazione di una sala multimediale, ma soprattutto una diversa organizzazione dei servizi con oltre 150 pc in rete per l'interrogazione dei cataloghi online.

Ma ci sono biblioteche multimediali che stanno diventando punti di riferimento nazionali per una nutrita comunità di bibliofili in comunità tradizionalmente di periferia, come Cologno Monzese (http://www.biblioteca.colognomonzese.mi.it/) e Settimo Torinese (http://www.biblio.comune.settimo-torinese.to.it/nb...): perchè per la diffusione della conoscenza non esiste più un centro e una periferia, ci sono solo tanti nodi di una grande, unica maglia che è il Web, e ognuno di questi nodi può rappresentare una comunità importante, locale e al tempo stesso globale, in grado di comunicare con il resto del mondo. Non solo: le biblioteche multimediali dimostrano che i nuovi strumenti digitali non sono una minaccia, ma al contrario, costituiscono un'occasione per rendere più diffuso l’accesso al libro e alla lettura.

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