Da La Repubblica del 12/05/2004

A due giorni dal risultato definitivo del voto la vedova di Rajiv, data per sconfitta, Ŕ in rimonta sul premier in carica

India, il ritorno di Sonia Gandhi

L┤italiana di nuovo in corsa per la guida del paese

Ma chiunque dovesse vincere si ritroverà a governare un Parlamento e una popolazione mai così divisi

di Raimondo Bultrini

NEW DELHI - Contro ogni previsione della vigilia qualcuno parla già di un ritorno alla grande della più celebre e potente dinastia dell´India che ha oggi i nomi e i volti dell´italiana Sonia Gandhi e dei suoi due figli Rahul e Priyanka. Ma, a due giorni dal risultato elettorale che potrebbe ribaltare le sorti dell´Alleanza al potere guidata dagli ultrareligiosi induisti del Bharatiya Janata Party, l´unica cosa certa è la confusione che regna tra osservatori e semplici cittadini. Mentre ieri gli ultimi exit poll a urne chiuse attribuivano a livello nazionale all´Alleanza guidata dal Bjp di Atal Bihari Vajpayee una maggioranza troppo risicata per guidare il Lok Sabha, il parlamento, da uno degli stati più importanti e poveri dell´India, l´Andra Pradesh, giungevano i risultati altrettanto soprendenti del voto definitivo per il rinnovo dell´assemblea regionale. Uno degli alleati più forti del partito di governo ha infatti perso oltre 60 seggi mentre il Congresso di Sonia Gandhi ne ha guadagnati un centinaio.

Un´anticipazione di ciò che avverrà nel resto del Paese? Difficile ancora dirlo, anche se la borsa di Bombay ha registrato di conseguenza un crollo storico di 229 punti, oltre il 4 per cento e molti cominciano a dubitare dell´efficacia dello slogan «India splendente» coniato in campagna elettorale dal partito di governo. Il Bjp, sebbene in testa, dovrà vedersela con numerosi partiti e partitini regionali che, in cambio dell´appoggio, eroderanno il suo potere centrale con il rischio di una disgregazione nella fase più delicata dello sviluppo economico e sociale del continente. Senza contare che il 18 per cento di musulmani del Paese colpiti dalle stragi di confratelli avvenute in Gujarat difficilmente permetteranno ai loro partiti di allearsi all´ultraortodosso Bjp. L´ansia e l´incertezza della vigilia rendono bene il conflitto tra le due anime di un Paese che non è mai stato così diviso tra una classe media e alta che ha risentito del rilancio dell´economia e la popolazione delle caste più basse che vivono in condizioni identiche a quando gli inglesi lasciarono l´India. Ma la stessa Sonia Gandhi, se riuscirà a ottenere una quota significativa dei 272 seggi necessari per guidare un parlamento di 543 membri e diventare primo ministro, dovrà vedersela con molti alleati pronti a battere cassa come hanno fatto con il Bjp. Del resto gli exit poll, se attribuiscono attorno ai 250 seggi all´Alleanza del Bjp chiamata Nda, non superano per il Congresso i 170/200, anche se la dinastia dei Gandhi può contare sui 50/60 attribuiti ai forti partiti di sinistra che tradizionalmente la appoggiano a livello nazionale. Resta il valore simbolico di una fase politica che vede riemergere la famiglia del Mahatma, di pandit Nehru e di sua figlia Indira, estromessa dopo quarant´anni ininterrotti al potere, seguiti all´Indipendenza del 1947. E molti attribuiscono alla discesa in campo dei figli di Sonia e Rajiv, ucciso nel 1991, uno dei fattori determinanti per questo ritorno. Rahul, laureato in economia ad Harvard, ha girato soprattutto nelle roccaforti di Amethi e Rae Bareli in Uttar Pradesh, la culla del mito dei Gandhi, raccogliendo adesioni entusiaste. Così ha fatto «fuorigara» Priyanka, intellettuale venerata come incarnazione dello spirito di sua nonna Indira. Entrambi hanno tentennato prima di lanciarsi nell´arena che ha portato una serie di lutti con gli assassinii del Mahatma stesso, di nonna Indira, di papà Rajiv. Non a caso il Bjp, che li temeva più di Sonia, ha fatto scendere in campo il giovane Varun, figlio del fratello di Rajiv, morto in un incidente aereo. Domani si saprà se tanti accorgimenti basteranno agli ultrareligiosi per mantenersi ancora in sella.

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