Da La Repubblica del 04/10/2004

Pisanu: pugno duro con i clandestini

"Tutti a casa, secondo la legge". Da Lampedusa ponte aereo per la Libia

Le associazioni umanitarie accusano: "L´Italia è colpevole di gravissime violazioni del diritto internazionale"
Sull´isola siciliana sono sbarcati da venerdì 1.257 immigrati, la metà di loro sono già stati riportati indietro
Per portare a termine più rapidamente l´operazione impiegati anche velivoli militari

di Claudia Fusani

ROMA - «Andremo avanti con questa linea» dice il ministro Pisanu. E cioè pugno duro, rimpatri forzati e di massa ma «nel rispetto della legge». «L´Italia è colpevole di gravissime violazioni del diritto internazionale a cominciare dalla Convenzione di Ginevra» accusano le associazioni umanitarie, da Amnesty a Medici senza frontiere passando per il Consorzio italiano di solidarietà. L´opposizione, Ds, Verdi, denunciano le scelte del Viminale e chiedono che Pisanu abbia «un sussulto di decenza» e la smetta di ordinare espulsioni di massa.

Sulla pista dell´aeroporto di Lampedusa ieri è stato un continuo di arrivi e partenze, tutte da e per Tripoli, Libia. Da venerdì sono sbarcati sull´isola 1.257 persone e in due giorni circa la metà, tra i 500 e i 600 ma il Viminale non vuole dare cifre, sono stati riportati dove sono partiti: la Libia. Per il ponte aereo il ministero dell´Interno ha utilizzato i voli dell´Alitalia, dell´Air Adriatic ma ieri, di fronte alla pressione di nuovi arrivi, è stato deciso anche l´uso di mezzi militari. Così dall´aeroporto militare di Pisa-San Giusto sono arrivati due Hercules C-130 che hanno proseguito con il ponte aereo fino a ieri sera. Per oggi, come conferma anche l´ambasciata italiana a Tripoli, «sono previsti nuovi voli». Intanto la televisione libica manda le immagini del ponte aereo e questo, sperano i tecnici dell´Immigrazione, «potrebbe essere un deterrente per le nuove partenze».

«Stiamo fronteggiando l´emergenza con la necessaria determinazione e andremo avanti su questa linea - precisa il ministro Pisanu - non possiamo assecondare in alcun modo il gioco e i turpi affari dei criminali e dobbiamo avvertire tutti coloro che sono pronti ad imbarcarsi illegalmente per l´Italia che saranno rimandati ai luoghi di partenza subito dopo aver ricevuto i soccorsi». Il rimpatrio, assicurano i tecnici del ministero, «riguarda tutte le persone che non hanno diritto di asilo» ed è uno dei punti chiave dell´accordo bilaterale con la Libia. Non si spiega come sia stato possibile, in poche ore, stabilire i non aventi diritto a restare. I criteri sarebbero stati «documenti, spontanee dichiarazioni e testimonianze» che certificano la provenienza da paesi come Marocco, Egitto e altri paesi dell´Africa sub sahariana. Previsti altri rimpatri anche tra i cinquecento rimasti.

Il verde Paolo Cento accusa Pisanu di aver espulso persone «senza dare loro nessuna garanzia» e pretende «lo stop immediato del ponte aereo». L´onorevole Livia Turco (ds) chiede «un minino di decenza» e di farla finita con questa «pratica cinica e disumana che serve solo per far credere che il governo governa l´emergenza». La Bossi-Fini è «fallimentare» e «l´unica cosa da fare sono gli accordi bilaterali e consentire gli ingressi regolari per motivi di lavoro». Come ha suggerito anche il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. Gli sbarchi potrebbero continuare. Il mare è calmo e sono ancora migliaia gli immigrati pronti a partire dalle coste tripoline prima che la fine dell´embargo contro la Libia (11 ottobre) e l´inizio dei pattugliamenti misti europei (5 ottobre) facciano diventare il Mediterraneo un sorvegliato speciale difficile da aggirare.

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