Da La Repubblica del 22/12/2004

Sulla Messina-Palermo un "buco" di 13 chilometri. E sull´altra carreggiata manca uno svincolo

E il premier-casellante inaugura l´autostrada non ancora terminata

Show di Berlusconi fra tremila invitati. Appena tagliato il nastro, subito uno stop

di Attilio Bolzoni

REITANO (Messina) - Al primo automobilista siciliano che sulla sua Punto blù stava scivolando verso lo Stretto, ha sorriso come sa fare lui e poi ha sussurrato: «Vada piano per favore». Raccomandazione eccellente ma anche eccessiva: per ora si può andare solo piano su quell´autostrada appena aperta che da Palermo arriva fino a Messina ma che da Messina non arriva fino a Palermo. Tutta colpa di quell´asfalto molle che hanno rovesciato giù di gran fretta l´altra notte sotto un acquazzone, un maledetto temporale che rischiava di far saltare la più solenne delle inaugurazioni della A 20, la più imponente delle «incompiute» di Sicilia. Autostrada ancora un po´ ammaccata ma grande show tra i ponti sospesi sopra le fiumare, percorso ad ostacoli e giornata di festa con Silvio Berlusconi che si è messo a fare il casellante e lì intorno aveva i padroni e i padrini politici dell´isola scortati da notabili venuti da ogni dove. Cerimonia doveva esserci e cerimonia c´è stata.

E così l´hanno aperta (ma solo in un senso di marcia), l´opera che non finiva mai e che è costata sino a oggi quattro miliardi e mezzo di euro, cinquanta miliardi di vecchie lire per ogni chilometro faticosamente conquistato in trentacinque lunghi anni, un cammino tra sciali e scandali e crac che era iniziato nel lontano 1969 con quella che sarebbe stata la prima di un´infinita serie di inaugurazioni. E così l´autostrada Palermo-Messina l´hanno aperta - alle 12 - l´hanno chiusa - alle 13 - e l´hanno riaperta - alle 18 - anche se viaggiare sopra quei ponti sospesi nel vuoto in alcuni tratti è come infilarsi in un incubo. Manto stradale viscido, luce alimentata con generatori in galleria, segnalazioni stradali solo per i limiti di velocità, le colonnine di «sos» fuori servizio e svincoli fantasma.

Un´autostrada «liberata» per forza e un grande teatro all´aperto nell´area di servizio (che ancora non c´è all´uscita di Reitano) per la messa in scena del grande evento, quello promesso e ripromesso più volte per ultimare quei 41,2 chilometri che ancora mancavano, il famigerato «buco» tra Palermo e Messina. Un maxi tendone in mezzo alla campagna, duemilacinquento gli invitati attesi al confine tra due province, più di tremila quelli arrivati a vedere da vicino Berlusconi con la rice trasmittente in mano a dare il via alla sua festa: «Facciamo passare le vetture». E in quel momento è passata la Punto blù, poi altre due macchine. E poi ancora un paio di camion carichi delle Fiat che fanno a Termini Imerese. Il nastro era stato appena tagliato, Berlusconi avvolto dalla folla, gli applausi, le grida dei maggiorenti siciliani: «Bravo Silvio»». Nuvoloni neri e all´improvviso pioggia. Berlusconi guarda il cielo e si lascia sfuggire: «Piove? Bene, l´acqua mi farà crescere i capelli». Soltanto i più maligni facevano notare che ventotto chilometri più in là, sempre sull´autostrada appena aperta, c´era un viadotto che si chiama «Inganno». Ma proprio lassù, sopra il mare di Sant´Agata, l´asfalto era sì lucido e bagnato ma anche duro, resistente. Ed erano illuminate pure le gallerie che sbucavano all´improvviso in contrada «Inganno», un paesaggio di un´altra campagna e di un altro verde. La paura è rimasta trenta e passa chilometri più a ovest, più verso Palermo, in quel primo pezzo che hanno aperto a tutti i costi con un´»agibilità temporanea», un gioco da prestigiatori per «rispettare» il giorno deciso, l´inauguration day della A20. Anche se non c´era ancora lo svincolo che da Castelbuono porta a Messina (da lì la direzione obbligatoria è Palermo), anche se probabilmente l´asfalto buttato l´altra notte cederà sotto i primi mezzi pesanti che passeranno, anche se i circuiti elettrici sono ancora tutti da impiantare.

E´ tarda mattina quando nel teatro all´aperto cominciano a circolare voci allarmanti: l´autostrada si inaugura e poi si chiude. «Non si chiuderà né oggi né nei giorni seguenti: non si chiuderà mai», assicura Benedetto Dragotto, commissario dell´ente che gestisce questa opera diventata miracolo. E garantisce anche l´ingegnere Felice Siracusa, il direttore tecnico dell´A20: «Forse nelle prossime ore ci potranno essere alcuni rallentamenti, alcune deviazioni per lavori in corso, ma ormai questa è un´autostrada finita: ad alcuni sembra impossibile ma è così: è un´autostrada finita».

E´ già pomeriggio. Berlusconi se n´è appena andato con il suo elicottero, i tremila accorsi a Reitano ricordano l´ultima battuta che hanno avuto in regalo dal loro leader («Il Palermo l´altro giorno ha vinto 3 a 0, noi nel 2001 in Sicilia abbiamo vinto 61 a 0») e si formano i primi ingorghi agli svincoli. Non si passa alle 14, non si passa alle 15 per salire sulle rampe che sbucano sull´autostrada. Qualcuna è ferma sotto i piloni dei viadotti di Castelbuono, qualche altra all´uscita di Cefalù Mazzaforno. Operai del consorzio autostradale e geometri dell´Anas vanno avanti indietro, si informano sul «blocco», nessuno sa niente, poi all´improvviso alle 18 c´è il via libera. E un traffico lento comincia scorrere da Palermo verso Messina. Dall´altra parte c´è un cantiere lungo 13 chilometri. Dall´altra parte la prima auto passerà forse tra quattro mesi o forse tra sei. O forse tra un anno. Per la Messina-Palermo c´è tempo per un´altra inaugurazione molto solenne.

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