Da La Stampa del 11/01/2005
Originale su http://carta.lastampa.it/carta/edicola/nav/view.asp?user=20501&ses...

Lunardi vuole silurare l’amministratore della societa’ che gestisce la rete

Ferrovie, trema la prima poltrona

di Roberto Giovannini

ROMA - I sindacati dei ferrovieri hanno accolto molto positivamente la decisione annunciata dal magistrato di prendere in esame anche le condizioni di lavoro dei macchinisti coinvolti nell’incidente di Crevalcore. Specie le sigle sindacali autonome da anni sollevano polemiche aspre nei confronti dell’azienda per denunciare ritmi di lavoro pesanti e tagli al personale che alla fine aumenterebbero i rischi. Di questo (tra l’altro) si parlerà nei due tavoli negoziali che Trenitalia, Rfi e sindacati avvieranno nei prossimi giorni su investimenti e organizzazione del lavoro e sicurezza. Intanto, all’indomani di una tragedia che tante perplessità ha fatto sorgere sulla reale sicurezza del trasporto ferroviario, pare proprio che il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi voglia compiere un «gesto esemplare», silurando uno dei principali dirigenti delle società del gruppo Ferrovie, cui verrebbe addossata in pratica la responsabilità dell’accaduto. E nel mirino di Lunardi c’è Mauro Moretti, amministratore delegato di Rfi, l’azienda che gestisce la rete.

Nelle grandi aziende, come negli eserciti di un tempo, vige una vecchia regola: quando succede qualcosa di grave e imprevisto, dopo una disfatta militare, qualcuno «deve pagare». Dopo Crevalcore, riferiscono i bene informati, Lunardi ha così informato il presidente e amministratore delegato di Ferrovie Elio Catania dell’intenzione di «far rotolare» la testa di Mauro Moretti, dal 2001 amministratore delegato di Rfi. Una mossa per certi versi scontata, visto che nel tritacarne non possono finire né Catania né l’amministratore delegato di Trenitalia, Roberto Testore, nominati da poco dallo stesso Lunardi e dall’ex-ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Ma è una mossa che, secondo molti, ha anche una motivazione diversa: risolvere l’«anomalia politica» rappresentata da Moretti, che non fa mistero di militare da sempre prima nel Pci, poi nel Pds e oggi nei Ds. Un’anomalia - un «comunista» al vertice di un’azienda di Stato - che peraltro il ministro aveva già cercato di «correggere» subito, appena nominato, premendo (senza successo) sull’allora presidente e ad Giancarlo Cimoli. Se ne saprà di più nei prossimi giorni: da registrare il timore dello stesso Catania di allontanare un dirigente che sarà anche di sinistra (e addirittura ex sindacalista della Filt-Cgil), ma che è uno che di treni e reti ci capisce davvero, in un gruppo guidato da dirigenti che vengono dall’informatica o dall’auto.

Intanto, l’incontro di ieri tra Trenitalia, Rfi e sindacati dei ferrovieri (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Sma-Fast, Ugl e Orsa, presenti Catania, Testore e Moretti) ha dato via libera all’apertura di due tavoli di confronto sul monitoraggio degli investimenti e sulla sicurezza. Come riferisce il responsabile nazionale Fit-Cisl Vito Tedesco, un tavolo dovrà seguire attuazione e realizzazione degli investimenti, mentre l’altro si occuperà delle norme regolamentari che riguardano la sicurezza, l'organizzazione del lavoro, l'utilizzo dei lavoratori, anche per «coinvolgere i sindacati nell'elaborazione della rete di regolamenti fino ad oggi varati esclusivamente da Rfi e applicati da Trenitalia». L’appuntamento era stato programmato da tempo, ma naturalmente dopo l’incidente di Crevalcore ha preso una piega diversa. «Si tratta di regole vitali per la sicurezza del lavoratore che, sommerso da un mare di direttive, rischia di fare confusione al momento di applicarle», ha affermato Tedesco. «L'azienda ha fatto mea culpa per non aver condiviso finora con noi - ha proseguito il sindacalista - l'elaborazione di un sistema di regole di sicurezza fondamentali che sono venute in rilievo anche in occasione dell'incidente di Crevalcore».

Sullo stesso argomento

Articoli in archivio

La Corte dei conti: pochi fondi, cantieri fantasma
Quel bluff infinito delle grandi opere
di Giovanni Valentini su La Repubblica del 17/04/2005
di Roberto Giovannini su La Stampa del 17/03/2005
Sulla Messina-Palermo un "buco" di 13 chilometri. E sull´altra carreggiata manca uno svincolo
E il premier-casellante inaugura l´autostrada non ancora terminata
Show di Berlusconi fra tremila invitati. Appena tagliato il nastro, subito uno stop
di Attilio Bolzoni su La Repubblica del 22/12/2004

In biblioteca

di Ivan Cicconi
Koinè Nuove Edizioni, 2004
 
Cos'� ArchivioStampa?
Una finestra sul mondo della cultura, della politica, dell'economia e della scienza. Ogni giorno, una selezione di articoli comparsi sulla stampa italiana e internazionale. [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Notizie dal mondo
Notizie dal mondo
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2021
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0