Da Punto Informatico del 17/01/2005
Originale su http://punto-informatico.it/p.asp?i=51143

Carnivore è morto

Il sistemone che avrebbe dovuto controllare le comunicazioni elettroniche negli USA viene messo in soffitta dall'FBI che preferisce le nuove soluzioni commerciali. Ritirato anche un altro costoso progetto software

Washington (USA) - Tempo di smantellamenti per l'FBI. La polizia federale americana ha infatti deciso di rinunciare a due piattaforme tecnologiche, per motivi diversi finite tra le polemiche. La più celebre è Carnivore, probabilmente il più contestato sistema di intercettazione messo in piedi dai cybercop statunitensi.

Il DCS 1000, ossia Carnivore, piattaforma sviluppata prima dell'11 settembre, era stato studiato per consentire all'FBI di tracciare i dati delle comunicazioni elettroniche, dalle email alla navigazione web, di qualsiasi utente di provider americani. Un risultato che la polizia federale ha in buona parte potuto ottenere tramite l'installazione di dispositivi in loco, presso gli ISP, che possono consentire il tracciamento senza che vi sia una notifica ufficiale al provider. Inoltre questo genere di intercettazione "light" può essere effettuata anche senza l'autorizzazione di un magistrato.

In una nota diffusa dall'organizzazione per i diritti civili EPIC, si legge che l'associazione è entrata in possesso di documenti dell'FBI, rilasciati grazie alle norme sulla trasparenza informativa, secondo i quali il DCS 1000 non sarebbe mai stato utilizzato nel 2002 e nel 2003.

Queste informazioni, che dovrebbero sollevare gli animi di chi teme una eccessiva intrusione dei cybercop nella vita degli utenti Internet, sono però condite dal fatto che l'FBI ha comunque utilizzato alcune decine di volte in quei due anni sistemi di intercettazione alternativi a Carnivore, in questo caso su richiesta del magistrato. Inoltre, segnala EPIC, dopo l'11 settembre questo genere di software è considerato obsoleto: è oggi infatti molto più facile per la polizia federale ottenere direttamente dai provider tutti i dati necessari. Il Patriot Act, per esempio, è una legge che proprio in quegli anni ha imposto agli ISP di fornire le informazioni richieste e, contestualmente, di mantenere il più assoluto riserbo sulla richiesta stessa. Anche per il Patriot Act ora le cose sono più difficili dopo l'altolà di un tribunale federale.

Ma va anche segnalato che di questi tempi l'FBI ha rinunciato anche ad un altro progettone per la sicurezza, un sistemone da centinaia di milioni di dollari che non appena realizzato è stato considerato obsoleto.

Narrano le cronache che la piattaforma Virtual Case File da 170 milioni di dollari realizzata dalla Science Applications International avrebbe dovuto mettere nelle mani dell'FBI un modo nuovo e assai più efficace per accedere ai dossier dei singoli casi trattati dalla polizia. Inoltre, la nuova piattaforma avrebbe dovuto agevolare la comunicazione e soprattutto la collaborazione tra i diversi dipartimenti dell'FBI.

La scelta di farne a meno è arrivata dopo che i ritardi nella realizzazione si sono protratti oltre ogni limite mentre contestualmente sono aumentati esponenzialmente i costi di sviluppo. L'FBI ha ammesso, dinanzi alle critiche, alcune delle quali provenienti direttamente dal Congresso, che la piattaforma oggi svolge meno del 10 per cento di quello che dovrebbe e che non c'è modo di salvarla neppure in parte.

Tutto questo non solo getta cattiva luce sull'FBI ma costringerà la polizia federale a ricominciare da zero un lavoro che dopo l'11 settembre viene considerato essenziale. Non aver potuto cercare rapidamente e in modo approfondito in tutti gli archivi di tutte le sezioni, infatti, è una mancanza che secondo molti a Washington avrebbe di fatto contribuito al successo di quei sanguinosi attentati terroristici.

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