Da Corriere della Sera del 17/01/2005

Spot e un esercito di volontari: lo stratega di Bush, Karl Rove, usa le stesse tecniche della campagna elettorale per promuovere i tagli al welfare promessi dal presidente

La Casa Bianca vende porta a porta la riforma delle pensioni

L’aggressività dell’offensiva ha spiazzato i democratici. Che ora accusano l’Amministrazione di aver inaugurato la «politica della paura» con lo slogan: «Si rischia la bancarotta»

di Massimo Gaggi

NEW YORK - La rete degli attivisti del partito repubblicano - centinaia di migliaia di volontari che hanno lavorato per la rielezione di Bush - rimessa in moto per lanciare una nuova campagna contattando telefonicamente o porta a porta milioni di cittadini. Le televisioni che stanno per essere alluvionate da un’altra ondata di spot. Le organizzazioni vicine alla presidenza - dal Free Enterprise Fund alla Confederazione degli industriali - al lavoro per raccogliere i milioni di dollari necessari per riattivare il motore della propaganda. La macchina della comunicazione che - sotto la regia di Karl Rove - ha consentito a Bush di sconfiggere Kerry è di nuovo all’opera e i guru repubblicani del marketing e delle pubbliche relazioni stanno già studiando una nuova campagna di persuasione.

Perché tutto questo attivismo, visto che Bush è stato rieletto e giovedì inaugurerà il suo secondo mandato con una cerimonia trionfale? Perché il presidente è deciso a portare avanti a passo di carica la sua nuova agenda a partire dalla scabrosa partita della riforma del sistema pensionistico e i suoi strateghi hanno deciso che per persuadere un’opinione pubblica perplessa e un Congresso spaventato è necessaria la «copertura aerea» di una campagna mediatica che, più che fare informazione, scelga pochi messaggi standardizzati e li ripeta ossessivamente. Tutto come nella campagna elettorale con gli slogan sulle «pensioni in bancarotta» se non si interviene subito al posto di quelli su Kerry «voltagabbana» che cambia opinione su tutto.

Bush ha fretta: nelle cene riservate con gli imprenditori che hanno finanziato la sua rielezione ha spiegato che ha davanti a sé meno di un anno e mezzo per realizzare i suoi programmi: poi tutto finirà nell’imbuto delle elezioni di mezzo termine mentre nei due anni finali del suo mandato la sua forza contrattuale davanti al Congresso sarà inevitabilmente intaccata. E allora si parte subito con la riforma della Social Security . Intervistandolo, l’altra sera alla Casa Bianca, Barbara Walters gli ha ricordato che i politici americani chiamano le pensioni il «terzo binario» (quello che, nelle ferrovie americane, conduce l'elettricità): «Chi lo tocca muore». «Bene, io ho deciso di toccare il terzo binario», le ha risposto Bush sfoderando il solito sorriso sottile del cow-boy che non indietreggia davanti ad una sfida. Anche perché sa che alle sue spalle lavora una pattuglia di strateghi coi fiocchi che sta contattando uno per uno i rappresentanti repubblicani al Congresso promettendo a quelli che dovranno essere rieletti nel 2006 una massiccia copertura politica da parte della Casa Bianca e l'intervento diretto del presidente.

Martedì scorso la prima tappa della nuova maratona mediatica: sotto le colonne neoclassiche dell'auditorium Andrew Mellon, Bush ha discusso la sua riforma con un gruppo di cittadini «selezionati». Domande che trasudavano ammirazione per il progetto presidenziale di trasferire una parte dei contributi ad un sistema di risparmio privato e Bush che fissava negli occhi i suoi interlocutori: «Quanti anni hai? Venticinque? Bene, sappi che il sistema attuale scoppierà, andrà in bancarotta, prima che tu raggiunga l'età per la pensione».

Davanti all'offensiva della Casa Bianca i democratici sembrano in panne: accusano il presidente di aver inaugurato una «politica della paura» e negano che il sistema sia al collasso (in effetti la sanità, tema di cui Bush non parla, versa in condizioni molto peggiori, mentre la spesa pensionistica è coperta fin oltre il 2040) ma non offrono soluzioni per un problema che va comunque affrontato.

Intanto la Casa Bianca spinge il pedale della propaganda ma modella anche il suo progetto sugli stati d’animo di un’opinione pubblica continuamente monitorata: il sondaggio Gallup-Cnn dice che i giovani sono in maggioranza favorevoli ai nuovi conti previdenziali individuali mentre gli ultracinquantenni non vogliono sentir parlare di privatizzazione e Bush rassicura: «Per chi andrà in pensione nei prossimi anni non cambia nulla, i fondi privati sono per chi entra oggi nel mondo del lavoro».

Quella di utilizzare mezzi, tecniche e potenza di fuoco di una campagna elettorale per sostenere le politiche di governo è un'operazione senza precedenti, destinata ad alterare i termini di un dibattito che sta perdendo di vista i fatti. E mentre il Washington Post accusa Bush di essere il presidente delle crisi «fabbricate a tavolino» (le pensioni come le armi batteriologiche in Iraq) commentatori come Robert Samuelson lanciano l'allarme: «Non abbiamo un problema di pensioni ma di trasferimenti agli anziani che danneggiano troppo i giovani. Medicare , la sanità pubblica, pesa molto più della previdenza. Che senso ha occuparsi solo di Social Security ?» Difficile che ottenga risposte sui numeri, visto che l'obiettivo della Casa Bianca è soprattutto ideologico: privatizzare demolendo il sistema «socialdemocratico» di welfare costruito da Roosevelt 70 anni fa. E i dipendenti della Social Security già protestano: spinti dall’Amministrazione a illustrare i problemi finanziari del sistema, si sentono intrappolati in una battaglia politica.

Sullo stesso argomento

Articoli in archivio

Usa divisi da un’azienda
Wal-Mart Il liberismo sugli scaffali
di Massimo Gaggi su Corriere della Sera del 13/11/2004
Cibo, lo spreco quotidiano
Italia: 4 mila tonnellate al giorno nei rifiuti, 27 ai poveri. Il record inglese
di Caterina Pasolini su La Repubblica del 16/04/2005
 
Cos'� ArchivioStampa?
Una finestra sul mondo della cultura, della politica, dell'economia e della scienza. Ogni giorno, una selezione di articoli comparsi sulla stampa italiana e internazionale. [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Notizie dal mondo
Notizie dal mondo
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2019
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0