Da La Stampa del 25/01/2005

Clementina go home

di Massimo Gramellini

Non è necessario pensarla sull'Islam come Oriana Fallaci per sobbalzare di fronte alla decisione del giudice milanese Clementina Forleo, che ha assolto dall'accusa di terrorismo internazionale una «cellula» di fondamentalisti che aveva finanziato e arruolato uomini armati in Iraq, considerandoli semplici guerriglieri anziché aspiranti kamikaze.

Ammettiamo l'impossibilità di districarsi nel guazzabuglio ideologico che ormai fa dipendere la distinzione fra terroristi e resistenti dal giudizio che si dà sui loro nemici, gli americani. Ed evitiamo la scorciatoia emotiva che indurrebbe a chiedersi se il comportamento della dottoressa Forleo sarebbe stato lo stesso, qualora suo figlio o suo marito avessero fatto parte delle truppe italiane che rischiano ogni giorno la pelle contro le pallottole finanziate da «cellule» come quella da lei assolta.

Poiché però a qualche certezza occorre pure aggrapparsi, consentiteci di individuarne una, piccolo borghese e retorica finché si vuole: quel giudice è un'italiana. Potrà piacerle o no, ma il suo Parlamento ha deciso di mandare dei militari in Iraq per proteggere la popolazione locale. Non dagli americani, ma da coloro che i fondamentalisti di Milano finanziavano e arruolavano. Ora, un magistrato che assolve dall'accusa di terrorismo chi spara o fa sparare contro i soldati dello Stato di cui è al servizio, sarà forse un esempio di fulgido spirito democratico, ma dovrebbe avere la coerenza di farsi passare lo stipendio da qualcun altro.

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