Da Corriere della Sera del 21/03/2005

Il presidente è tornato alla Casa Bianca per firmare il provvedimento

Bush sospende le vacanze per salvare la vita a Terri

Il Senato approva la legge all’unanimità, ora tocca alla Camera

di Ennio Caretto

WASHINGTON - La frenetica corsa contro il tempo del presidente George W. Bush e del Congresso per la ripresa della alimentazione artificiale di Terri Schiavo ha ieri subito una traumatica battuta d’arresto. Per questioni procedurali - per un dibattito domenicale occorre l’unanimità, che invece è mancata - la Camera, riunitasi alle 13 ore locali ha rinviato il voto a un minuto dopo la mezzanotte di oggi, le 6,01 del mattino in Italia.


IL PRESIDENTE - Bush, proveniente dal suo ranch nel Texas e sbarcato dall’Air Force One alle 16 locali (le dieci di sera in Italia), dovrà attendere questo voto prima di poter firmare la legge mentre invece il Senato in via straordinaria ha già approvato la risoluzione all’unanimità. Se non sorgeranno altri intoppi, il Presidente potrà quindi porre la sua firma al più presto questa sera. Per la Schiavo e per i suoi sostenitori è un tragico conto alla rovescia, per l’America un terribile dilemma morale e una furente battaglia politica.

La corsa del presidente e del Congresso è incominciata sabato sera, quando la maggioranza repubblicana alla Camera e al Senato, sostenuta da numerosi democratici, ha concluso un accordo di massima: varare una legge ad hoc perché un tribunale federale - quelli della Florida, dove la Schiavo è ricoverata, hanno rifiutato all’unanimità - ordini che venga riagganciata la sua sonda gastrointestinale, in base al principio che staccarla è stata una violazione dei suoi diritti costituzionali. All’annuncio, Bush ha deciso di interrompere le sue vacanze in Texas e tornare alla Casa Bianca per stringere i tempi. Il presidente sperava di trovare la legge pronta al suo arrivo. Ma alcuni deputati democratici fautori del «diritto alla morte», capeggiati da Robert Wexler della California e Earl Blumenauer dell’Oregon, Stato in cui l’eutanasia è legale, si sono opposti al voto. Mentre Bush era ancora in volo, la Camera è stata costretta ad aggiornare i lavori dopo una preghiera.

La giornata odierna si preannuncia decisiva per la sorte della Schiavo, che priva di cibo e acqua sopravvivrebbe solo per pochi giorni. Non è certo che il «sì» del tribunale federale all’eventuale legge sarebbe immediato, né che più tardi la magistratura lo confermerebbe. Ma il presidente e i leader repubblicani credono di avere l’appoggio della maggioranza degli americani. Stando al Washington Post , il capo del Senato Bill Frist, che non nasconde la speranza di succedere a Bush alla Casa Bianca, ha scritto in un memorandum che «il caso Schiavo è una cruciale questione politica», e che frutterà al partito i voti della destra evangelica alle elezioni parlamentari del novembre 2006. Il caso infatti è stato sollevato da gruppi conservatori religiosi come la Christian coalition e Focus on the family . Ha ammonito il deputato Tom De Lay: «Dobbiamo tentare ogni strada, prima di sottrarre una vita umana».


SCONTRO POLITICO - Bush, che deve la sua rielezione proprio agli evangelici, non ha avuto esitazioni: «Il presidente - ha detto il suo portavoce Scott McLellan - protegge il diritto alla vita, e non ha voluto aspettare il testo di legge a Crawford: la posta in gioco è troppo alta». Per i democratici è un momento difficile. La loro leadership è divisa, e lo ha dimostrato il senatore Ted Kennedy evitando di pronunciarsi.

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