Da Corriere della Sera del 11/11/2003

«Guantanamo è illegale» Il ricorso dei prigionieri discusso in Corte Suprema

Usa, decisione l' anno prossimo

di Ennio Caretto

WASHINGTON - La Corte suprema degli Stati Uniti deciderà se la detenzione dei talebani e dei sospetti terroristi di Al Qaeda a Guantanamo a Cuba sia legale. Dopo quasi due anni di prigionia, gli oltre 600 musulmani, tra cui alcuni cittadini inglesi e australiani, sono riusciti a ottenere che si pronunci a metà dell' anno prossimo. Un gruppo di avvocati londinesi le ha presentato un esposto definendo il campo di concentramento nell' isola «anti costituzionale». «In quelle carceri», ammonisce l' esposto, «la gente potrebbe essere detenuta indefinitamente senza imputazioni né prove a suo carico. Non ha accesso a familiari, avvocati, amici, né la possibilità di dimostrare la propria innocenza». L' annuncio della Corte ha sorpreso l' amministrazione, a cui il tribunale ordinario aveva assegnato una importante vittoria dicendo che Guantanamo rientra nella giurisdizione del Pentagono. Alle udienze, il sottosegretario alla giustizia Theodore Olson, che perdette la moglie nelle stragi dell' 11 settembre del 2001, aveva sostenuto che il diritto civile e penale non si applica a un territorio cubano, e che nessuno può interferire nella guerra contro il terrorismo. L' intervento non significa tuttavia che sia probabile un pronunciamento a favore dei detenuti. La Corte rivisiterà una propria sentenza del ' 50 su prigionieri di guerra tedeschi in Cina, e deciderà su questa base. Nel ' 50, gli Usa misero in carcere in territorio cinese dei militari tedeschi; questi presentarono ricorso e la Corte lo respinse perché, spiegò, proveniente da fuori della sua giurisdizione. Ma gli avvocati dei sospetti terroristi di Al Qaeda affermano che Guantanamo è sotto il totale controllo Usa. L' intento dell' amministrazione è di sottoporre i detenuti alla Corte marziale, cominciando dai cittadini inglesi e australiani. Quello degli avvocati è di strapparne l' estradizione nei Paesi d' origine o almeno di portarli a processo nei normali tribunali Usa. La disputa minaccia di approfondire il divario formatosi tra gli Stati Uniti e il resto del mondo sul trattamento dei detenuti, condannato dalla Croce rossa. Potrebbe anche guastare la visita di Bush a Londra la settimana prossima.

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