Da La Repubblica del 01/11/2005

Lunga esperienza in tribunale, è contestato dai democratici per le sue posizioni sull'aborto

Un conservatore alla Corte Suprema

Bush sceglie l'italo-americano Alito al posto della Miers

di Alberto Flores D'Arcais

NEW YORK - Samuel Anthony Alito jr., un italo-americano di 55 anni, è il nuovo giudice che George W. Bush ha nominato per la Corte Suprema degli Stati Uniti. Con una decisione molto più rapida delle precedenti - sia per Roberts che per la Miers si era concesso più tempo - il presidente americano ha ottenuto due risultati immediati: distogliere l'attenzione dal Cia-gate e dall'incriminazione di "Scooter" Libby, braccio destro del vicepresidente Cheney; riconquistare la destra del partito che gli aveva voltato le spalle dopo la nomina (poi revocata) di Harriet Miers, considerata dalla potente base elettorale conservatrice troppo moderata.

Un terzo risultato, il più importante, lo otterrà quando e se Samuel Alito verrà confermato da un voto del Senato. Perchè il nuovo nominato, giudice federale da 15 anni presso la Corte d'Appello di Filadelfia (dove era stato nominato da Bush padre), è un giurista con solida fama di conservatore tanto che viene affettuosamente chiamato "Scalito": omaggio alle comuni origine italiane che ha con Antonin Scalia ma soprattutto alla comunanza ideologica che lo lega al justice della Corte Suprema ultra-conservatore. Con Scalia Alito ha in comune anche la città di nascita, Trenton, New Jersey, un centinaio di chilometri da New York lungo la rete ferroviaria per Filadelfia, dove da sempre la popolazione di origine italiana è numerosa e molto attiva nella comunità.

Al contrario della Miers - con la quale i critici, di destra o di sinistra, avevano avuto buon gioco per la sua totale inesperienza come giudice - Samuel Alito vanta una lunga carriera: studi in due prestigiose università della Ivy League come Princeton e Yale, assistente del Solicitor General (il legale che rappresenta il governo davanti alla Corte Suprema) fra il 1981 e il 1985, vice-assistente dell'Attorney General (il ministro della Giustizia) fra il 1985 e il 1987, procuratore nel New Jersey dal 1987 al 1990 (dove aveva come assistente Michael Chertoff, oggi ministro della Homeland Security) e infine giudice federale a Filadelfia. Un cursus di tutto rispetto tanto che presentandolo Bush ha potuto definirlo come «uno dei più preparati e rispettati giudici d'America».

Il presidente americano ha domandato al Senato di ratificare la nomina in tempi rapidi, «non oltre la fine dell'anno». Una indicazione subito raccolta dai senatori repubblicani ma osteggiata dai democratici, che non hanno nascosto la delusione per la scelta della Casa Bianca. Il senatore Harry Reid, leader dell'opposizione, ha chiarito subito le intenzioni del partito: «Daremo battaglia, il Senato degli Stati Uniti dovrà accertare - dopo che Harriet Miers è stata sacrificata perchè troppo moderata per la destra religiosa - se il giudice Alito non è troppo radicale per il popolo americano. Aspetto con ansia di incontrarlo e di sapere perchè coloro che vogliono manipolare la Corte Suprema attraverso attivisti della giustizia siano adesso più entusiasti di quanto lo fossero per Harriet Myers».

Le organizzazioni che si battono perchè non venga ribaltata la legge sull'aborto hanno subito ricordato come nel 1991 Alito appoggiò la legge della Pennsylvania che obbligava la moglie ad avvertire il marito prima di un'interruzione di gravidanza. La Corte Suprema bocciò la legge ma il Chief Justice di allora (William Rehnquist) inserì le argomentazioni di "Scalito" nella relazione di minoranza.

Con Alito i cattolici diventeranno maggioranza (cinque su nove) alla Corte Suprema. L'ultimo nominato - sempre che ottenga la conferma al Senato - si aggiungerà infatti a Anthony Kennedy, Antonin Scalia, John Roberts - nominato da Bush a settembre, è anche il Chief of Justices - e a Clarence Thomas, il giudice afro-americano scelto da Reagan che i democratici tentarono di bloccare (senza riuscirvi) per una vecchia accusa di sexual harassment. In realtà Thomas non ha mai confermato di essere cattolico, visto che oltre ad essere - insieme a Scalia - il giudice più conservatore e amato dalla destra religiosa - è anche il più silenzioso. La "questione cattolica" non è di secondo piano. L'opposizione democratica la potrebbe cavalcare sostenendo che con una maggioranza di cattolici la Corte Suprema inevitabilmente finirebbe per essere influenzata su delicate questioni come l'aborto, l'eutanasia e le cellule staminali. Tra i primi commenti dei vari esperti che ieri sono stati i protagonisti un po' in tutti i network televisivi c'è chi ha sottolineato il troppo peso che avrebbe una religione minoritaria (solo il 24 per cento degli americani si dichiara cattolico); ma con questo criterio si dovrebbero considerare "troppi" anche due giudici ebrei (Stephen Breyer e Ruth Bader Ginsburg) che hanno lo stesso peso dei protestanti.

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