Da La Repubblica del 04/11/2005

Padre Giuseppe De Rosa, gesuita e collaboratore di "Civiltà Cattolica"

"Ma non c'è incompatibilità all'origine del mondo c'è Dio"

"Il fondamentalismo sostiene che gli eventi descritti nella Bibbia sono avvenuti come sta scritto"

di Marco Politi

ROMA - Padre Giuseppe De Rosa, esperto scientifico della rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica, è serenamente convinto che non c'è e non ci possa essere alcun contrasto fra la teoria evoluzionista e la fede cristiana.

Padre De Rosa, negli Usa è in corso una lotta feroce tra creazionisti ed evoluzionisti. Da che parte sta la Chiesa?
«Si può dire tranquillamente che c'è Creazione anche se avviene in forma evolutiva».

Qual è allora il punto di vista della fede?
«Sapere che all'origine del mondo c'è un intervento di Dio e dunque l'universo non è frutto del caso».

Il primo a sdoganare le teorie di Darwin è stato Pio XII, che nel 1952 dichiarò nell'enciclica Humani Generis che l'evoluzionismo può essere considerato una "ipotesi seria". Poi è venuto Giovanni Paolo II con un messaggio all'Accademia pontificia nel 1996.
«Un intervento importante. Giovanni Paolo II ha detto che in base alle nuove conoscenze l'evoluzionismo è più che un'ipotesi! Insomma è una teoria con un saldo fondamento scientifico. In altre parole, l'evoluzionismo può essere preso come una teoria e non solo come un'ipotesi».

Che cosa non vi convince nella posizione dei creazionisti, che negli Usa si contrappongono in maniera molto aggressiva al darwinismo?
«I creazionisti non interpretano la Bibbia come va interpretata».

E cosa fanno?
«È tipico del fondamentalismo sostenere che le cose e gli eventi descritti nella Bibbia sono avvenuti letteralmente come sta scritto. E questo è contrario a ciò che insegna la Chiesa cattolica».

E tuttavia c'è stato un tempo in cui anche Darwin e le sue teorie venivano considerati negli ambienti ecclesiastici come qualcosa di diabolico.
«Bé, c'è stata una stagione in cui anche la Chiesa in campo esegetico aveva un metodo vicino a quello del fondamentalismo».

Oggi, invece, in che modo si potrebbe definire il rapporto tra la Chiesa e la scienza?
«La Chiesa accetta che la scienza faccia il suo cammino a patto che non pretenda di fare teologia o filosofia. Significa solo che compito dello scienziato è di fare lo scienziato. Non sta a lui mostrare che Dio esiste o non esiste in base alla scienza».

Ognuno, insomma, ha il suo campo d'azione?
«Lo scienziato di per sé non è né un "credente" né un "non credente"».

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