Da La Stampa del 21/11/2005
Originale su http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=43&ID_art...

Modello Reagan

di Maurizio Molinari

PECHINO - Seduto sulle panche di legno della chiesa protestante di Gangwashi, George W. Bush ha compiuto un gesto simbolico con intenzioni rivoluzionarie. Costruita da missionari anglicani, chiusa da Mao e riaperta da Deng Xiaoping con il bando a comunioni ed elemosine, la piccola chiesa non riesce ad accogliere più di cento fedeli ma riassume la parabola del cristianesimo d’Oriente, germogliato nel Novecento, represso dalla Rivoluzione Culturale e tornato ad affiorare negli ultimi anni, fino ad essere stimato da alcuni gruppi umanitari di Hong Kong in un popolo di fedeli che conta da 35 a 150 milioni di anime.

La scommessa di Bush, cristiano rinato, è che questo universo sotterraneo inneschi una sfida alle restrizioni imposte dalle leggi comuniste, iniziando a stampare Bibbie e celebrare comunioni. Aprendo così la strada ad una trasformazione democratica della Cina realizzata con la forza della preghiera, proprio come avvenne in Europa dell'Est quando la mobilitazione dei cattolici in Polonia innescò il processo che portò all'implosione non violenta dell'impero sovietico.

Il precedente a cui Bush si richiama è quello di Ronald Reagan, che trovò in Giovanni Paolo II l’alleato decisivo per vincere la Guerra Fredda, e dunque la preghiera di Gangwashi svela l’intenzione di trovare in Benedetto XVI e nelle Chiese evangeliche i compagni di strada di uno sforzo epocale che punta a garantire i diritti delle minoranze religiose d'Oriente. A conferma del ruolo che Bush attribuisce alla Santa Sede c'è la richiesta fatta a Pechino di riconoscere il Vaticano perché se ciò avvenisse i cattolici soffrirebbero meno. Ciò che spinge Bush su questa strada sono la fede personale nella capacità della preghiera di «far vedere oltre la montagna» e i consigli del Segretario di Stato Condoleezza Rice, formatasi negli anni della Guerra Fredda.

Il cammino asiatico del Presidente che viene dal Texas appare più difficile di quello di Reagan, per due ragioni. Primo: i cristiani d'Oriente sono un'incognita rispetto alla consistenza del cattolicesimo polacco. Secondo: la Cina di Hu Jintao è più pragmatica dell’Urss di Breznev e più prospera di quella di Gorbaciov. Ma la Casa Bianca non sembra intimorita dalle difficoltà, ammette che si tratta di una sfida dai tempi lunghi e ciò che più le interessa a breve è la reazione di Benedetto XVI.

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