Da La Stampa del 13/12/2005
Originale su http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=43&ID_art...

Pena di morte leader dei Crips, colpevole dell’uccisione di quattro persone era diventato un attivista anti-gang proposto più volte per il premio Nobel

Schwarzenegger non salva Tookie

Il governatore della California rifiuta la grazia: «Non si è mai pentito». Oggi l’iniezione letale

di Maurizio Molinari

NEW YORK - Niente grazia per Stanley Tookie Williams. Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ha negato la clemenza all'ex co-fondatore della banda criminale dei Crips di Los Angeles a meno di 12 ore dal momento dell'esecuzione, che avverrà oggi con un'iniezione letale nel carcere di San Quintino quando in Italia saranno le 9.01 del mattino. «Dopo aver studiato le prove, ripercorso la storia del caso, ascoltato gli argomenti delle parti ed essermi interrogato sulle profonde conseguenze della scelta non ho trovato alcuna giustificazione per concedere la grazia perché in questo caso i fatti non giustificano il rovesciamento del verdetto della giuria», ha scritto Schwarzenegger nell'email con la quale ha reso pubblica la scelta fatta dopo aver consultato i «poteri di grazia della California», adoperati l'ultima volta nel 1967 quando il governatore era Ronald Reagan. In particolare Schwarzenegger lamenta il fatto che Williams «non si è mai pentito» per gli omicidi commessi.

I portavoce di Sacramento hanno descritto il governatore come «esitante» ed «incerto» fino all'ultimo, nell'intento di mostrare così attenzione per la comunità afroamericana della California che nelle ultime settimana si era mobilitata in maniera massiccia a favore della grazia in ragione del fatto che da quando venne condannato, 24 anni fa, è diventato protagonista della campagna per il recupero dei ragazzi dalla strada e dalla tossicodipendenza fino al punto da essere stato candidato per sei volte al premio Nobel per la Pace. In particolare cinquanta mila cittadini della California avevano recapitato al governatore una petizione a favore della grazia nella quale affermavano che «le sue azioni dimostrano quanto sia pentito per i comportamenti avuti in passato». Proprio a seguito delle pressanti richieste degli afroamericani - guidate da volti dello spettacolo noti a livello nazionale come l'attore Jamie Foxx ed il rapper Snoop Dogg - Schwarzenegger aveva accettato di ricevere per trenta minuti la scorsa settimana gli avvocati della difesa che tuttavia non sono riusciti a convincerlo.

Poco prima dell'annuncio di Schwarzenegger era stata la Corte Suprema della California a respingere l'ultima offensiva dei legali di Williams, 51 anni, che avevano richiesto la sospensione dell'esecuzione in ragione della presenza di una nuova testimonianza secondo la quale la polizia di Los Angeles avrebbe forzato illegalmente durante il processo il teste decisivo dell'accusa ad affermare cose non realmente avvenute al fine di ottenere il verdetto più duro.

A pregare sul Golden Gate di San Francisco a favore di Williams al momento della decisione di Schwarzenegger c'era il leader afroamericano Jesse Jackson, secondo il quale «la morte di Tookie segnerà la storia ed il significato di questo governatore della California» gettando così un'ombra sulle future aspirazioni politiche dell'attore di origine austriaca eletto con i repubblicani ma grazie ad un forte apporto di voti democratici. Lo stesso Jackson ha detto di augurarsi che «non vi saranno disordini in California ed in particolare a Los Angeles», dove i Crips sono ancora considerati dalla polizia «la più criminale gang esistente».

Ma gli agenti del Dipartimento di polizia sono stati mobilitati in forze, schierandosi nei quartieri considerati più a rischio appena si è diffusa la notizia della mancata grazia. A spingere Schwarzenegger verso un rifiuto della clemenza sono stati l'ufficio del procuratore, i vertici della polizia di Los Angeles ed i parenti delle quattro vittime - un impiegato di 26 anni ed una famiglia di origine asiatica - secondo i quali il fatto che Williams ha sempre rifiutato di confessare i delitti testimonia che non si è mai pentito fino in fondo.

Sul fronte politico la scelta di Schwazenegger è stata preceduta da quella analoga di uno dei leader più conservatori del partito repubblicano, il governatore del Mississippi Haley Barbour, che proprio ieri ha fatto sapere con largo anticipo che non avrebbe fermato l'esecuzione del condannato John Nixon, prevista per mercoledì mattina. Schwarzenegger è ora atteso il 17 gennaio dalla decisione da prendere sulla richiesta di clemenza su una sentenza di morte altrettanto controversa: quella a carico del condannato Clarence Ray Allen, settantacinquenne cieco e costretto dall'infermità su una sedia a rotelle, riconosciuto colpevole di aver ordinato un triplice omicidio quando si trovava già in prigione.

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