Da La Nuova Ecologia del 15/12/2005
Originale su http://www.lanuovaecologia.it/energia/solare/5160.php

«Il sole è vicino»

«Nei prossimi anni il fotovoltaico dovrebbe crescere tra il 20 e il 35 % ogni anno». L'opinione di Heinz Ossenbrink, capo dell'unità energie rinnovabili del Centro comune di ricerca di Ispra

di Sergio Ferraris

«I costi del fotovoltaico sono legati solo ai volumi di produzione e non alle tecnologie utilizzate che hanno ormai un alto grado di maturità. Oggi viviamo una situazione che porta diminuire i costi del 20% ogni volta che si raddoppiano le quantità di produzione. Si tratta di un processo legato all’economia di scala». La pensa così Heinz Ossenbrink, capo dell’unità sulle energie rinnovabili al Ccr (Centro comune di ricerca) di Ispra (Va) e fra i maggiori esperti del settore.

Ritiene che il fotovoltaico potrà raggiungere delle percentuali importanti sul fronte della generazione di elettricità?
«Oggi in Europa stiamo studiando gli obiettivi da raggiungere entro il 2020. Pensiamo che in quella data si possa produrre una percentuale compresa tra l’1 e l’1,5% d’energia elettrica. Nei prossimi anni il fotovoltaico dovrebbe crescere tra il 20 e il 35 % ogni anno. Si tratta di percentuali importanti e visibili nello scenario elettrico europeo.»

Ma per raggiungere la maturità tecnologica il fotovoltaico dovrà passare attraverso una lenta maturazione o una tecnologia di rottura?
«La tecnologia di rottura potrebbe esserci però non si sa quando e come. Uno sviluppo costante invece esiste già, in termini di capacità produttiva. Sul fronte dell’efficienza di conversione assistiamo a uno sviluppo più graduale perché dipende dalla tecnologia legata alle celle.»

Pensa che dobbiamo aspettarci delle sorprese su questo versante?
«Le nuove linee di ricerca sono legate al superamento del silicio cristallino con la tecnologia dei film sottili e al raggiungimento di efficienze nell’ordine del 50%. Bisognerà sviluppare sinergie industriali per esempio con le aziende che producono schermi piatti a film sottili o anche, per quanto riguarda le celle a polimeri, con le aziende chimiche.»

Il modello alla fine sarà quello della grande distribuzione o della generazione distribuita?
«La scelta tra generazione distribuita e grandi centrali dipende dal mercato elettrico. In paesi come Spagna, Italia, Grecia e Portogallo si svilupperanno principalmente le grandi installazioni, superiori ai 10 megawatt, perché il mercato dell’elettricità ha maggiore necessità nei mesi più caldi a causa de i consumi di picco.»

E i costi?
«Per quanto riguarda l’Italia abbiamo rilevando che dalle ore 10 alle 16 il prezzo dell’elettricità si aggira intorno ai 18 centesimi di euro: sono valori vicini a quelli di una centrale fotovoltaica superiore ai 10 MW.»

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