Da The New York Times del 18/10/2004

"A Guantanamo la tortura era legge"

Guardie e servizi denunciano gli abusi: ricompense per chi collaborava

Le violenze sono durate fino ad aprile, quando è scoppiato il caso Abu Ghraib
Per il segretario alla Difesa Rumsfeld i maltrattamenti erano solo casi isolati
Per la prima volta il personale in servizio nel carcere ammette l´uso frequente delle tecniche dure
Prigionieri denudati, legati a terra, costretti ad ascoltare musica rap a volume altissimo per 14 ore di fila

di Neil A. Lewis

WASHINGTON - Molti detenuti di Guantanamo Bay sono stati sistematicamente sottoposti a trattamento coercitivo e a maltrattamenti: lo hanno affermato numerose persone che lavorano nella prigione, nonostante diverse fonti militari da tempo avessero dichiarato che simili trattamenti non sono stati impiegati se non in sporadici casi isolati. Guardie militari, agenti dell´intelligence ed altre persone che operano all´interno del carcere hanno descritto in una serie di interviste al New York Times una gamma di procedure che comprendevano gravi maltrattamenti prolungati, nonché ricompense per i prigionieri che cooperavano durante gli interrogatori. Alcune persone in servizio a Camp Delta, la principale struttura carceraria presso la base navale di Cuba, hanno riferito di una tecnica utilizzata pressoché regolarmente: i prigionieri che non collaboravano venivano spogliati, lasciati in mutande, fatti sedere su una sedia con una mano e un piede fissati con una catena al pavimento, sotto intense luci stroboscopiche e costretti ad ascoltare musica rock e rap a volume altissimo da due altoparlanti accanto alla sedia, con l´aria condizionata al massimo. Secondo una fonte militare che ha assistito al trattamento, la tecnica era impiegata per creare malessere nel prigioniero, abituato alle alte temperature sia in cella che nel suo paese d´origine. A detta di questo testimone, che ha detto di voler parlare perché profondamente irritato dall´uso di simili sistemi, tale procedura poteva durare anche 14 ore ininterrotte: «Li faceva crollare».

I dettagli su tali metodi sono stati rivelati da persone diverse; alcune hanno assistito a quanto denunciato, altre conoscono i dettagli delle tecniche e sono state in grado di confermare le dichiarazioni delle prime. E´ la prima volta che simili dettagli sulle tecniche di interrogatorio in uso a Guantanamo vengono forniti da chi lavora all´interno della prigione.

Una fonte dei servizi segreti ha fatto sapere che in linea di massima queste tecniche di interrogatorio duro erano riservate a un gruppo di prigionieri meglio noti come "la sporca trentina", che si riteneva essere, potenzialmente, la migliore fonte di informazioni. Un rapporto commissionato dal segretario alla Difesa Donald H. Rumsfeld ad agosto aveva assodato che le tecniche di interrogatorio duro approvate dal governo erano usate soltanto di rado, anche se le fonti hanno parlato invece di sistematicità nell´impiego di tecniche molto più aggressive di quelle consentite.

Dagli attacchi dell´11 settembre e dalla guerra in Afghanistan, l´amministrazione ha dovuto cimentarsi nella definizione di quali siano le tecniche consentite: molti sostengono che la campagna contro il terrorismo dovrebbe lasciare un maggior margine di manovra. Alberto R. Gonzales, il consigliere della Casa Bianca, in un suo memorandum ha scritto che la Convenzione di Ginevra è "antiquata" e non si adatta alla guerra contro il terrorismo. David Sheffer, funzionario di alto grado del dipartimento di Stato sotto l´amministrazione Clinton, specialista in diritti umani e docente di legge alla George Washington University, ha definito sicuramente tortura la prassi di incatenare i prigionieri nudi al pavimento e di esporli a forti luci e a musica ad alto volume.

Le fonti hanno anche chiarito come funzionava il sistema di punizioni e ricompense: i prigionieri che avevano collaborato durante gli interrogatori avevano il privilegio di poter trascorrere del tempo in una vasta stanza ribattezzata dalle guardie "la baracca dell´amore". In quel locale i prigionieri potevano rilassarsi e avere accesso a riviste, libri, la televisione, un videoregistratore e film vietati ai minori, oltre a poter fumare del tabacco con un narghilè e ogni tanto ricevere qualche frullato o qualche hamburger dal McDonald´s interno alla base.

I duri trattamenti descritti dalle fonti sono avvenuti almeno fino ai primi mesi di quest´anno. Quando ad aprile lo scandalo dei maltrattamenti in corso sui prigionieri del carcere di Abu Ghraib è diventato di pubblico dominio, tutte le tecniche di interrogatorio duro sono state interrotte.

Le fonti hanno riferito che la pazienza delle guardie era spesso messa a dura prova, soprattutto quando i prigionieri tiravano escrementi addosso agli agenti di polizia militare, cosa che avveniva di frequente. Dal canto loro, anche le guardie ricorrevano a colpi bassi, come sostituire l´olio per le preghiere distribuito ai prigionieri con detersivo caustico per pavimenti e dall´odore di pino. Nel rapporto redatto nell´agosto 2004 da un gruppo guidato da James R. Schlesinger, l´ex segretario alla Difesa, si legge che le tecniche di interrogatorio pesante descritte nell´elenco di Rumsfeld sono state utilizzate soltanto in due occasioni, e che a Guantanamo si sono registrati otto casi in tutto di abusi delle guardie sui prigionieri, tutti oggetto di inchieste.
Annotazioni − Articolo pubblicato il 18/10/2004 su La Repubblica. Traduzione di Anna Bissanti.

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