Da La Stampa del 06/12/2004

Sotto accusa la poca trasparenza delle disposizioni normative del provvedimento

Meno di 60 mila adesioni al condono edilizio

Il governo nega, ma la chiusura del 10 dicembre pare destinata a cambiare

di Roberto Giovannini

ROMA - È un po’ un segreto di Pulcinella: fino al 10 dicembre il governo insisterà nel ribadire che quella è la scadenza definitiva per la presentazione delle domande di sanatoria edilizia e il versamento della prima rata. Poi arriverà la riapertura dei termini per i potenziali interessati, e probabilmente sarà di almeno sei mesi. Una strategia obbligata per il governo. Bisogna insistere sul 10 dicembre per evitare di «rovinare» il consueto rush finale nella presentazione delle domande, tipica tradizione nazionale del ridursi all’ultimo minuto. E la riapertura dei termini - per le domande, non la data riferita alla realizzazione dell’abuso, che resterà fissata al 31 marzo 2003 - si impone, perché i due miliardi di entrate attesi per il 2005 sono fondamentali per la tenuta (già precaria) dei conti pubblici e il finanziamento della riforma fiscale. E visto l’andamento delle domande già presentate finora, si rischia un sostanziale fallimento della sanatoria.

I dati riferiti al 4 dicembre sono stati diffusi ieri dalla «Adnkronos». E anche se parziali, e privi dell’effetto «ultimo minuto», fanno pensare a un insuccesso. Al 4 dicembre, dunque, le domande arrivate nei capoluoghi di regione sono appena 58 mila. Più della metà, precisamente 32 mila, sono state presentate a Roma. Nei capoluoghi più piccoli invece in molti casi non si raggiungono le cento richieste. Da Trieste, dove si parla di poche decine di adesioni, a Potenza (solo 80 domande), passando per Ancona, dove sono state presentate meno di 30 istanze. Nello stivale, dunque, la risposta alla sanatoria, con la sola eccezione della capitale, è stata contenuta.

Poche domande dunque, ma non solo. Leggi regionali che limitano molto la portata della sanatoria fissando dei paletti assai restrittivi, e poco tempo per conoscerne le modalità. Le Regioni infatti dovevano legiferare in materia entro il 12 novembre lasciando di fatto circa un mese agli interessati al condono per decidere. Una situazione che avrà riflessi sul gettito: anche se ci sarà un boom di domande nei 5 giorni che restano gli esperti assicurano che dalla sanatoria difficilmente arriveranno i soldi previsti dal governo: 3,165 miliardi di cui 949 milioni già quest'anno con la prima tranche. Stima peraltro già rivista al ribasso rispetto ai 3,8 miliardi iniziali.

In pochi, dunque, stanno approfittando della sanatoria per mettere in regola eventuali abusi. Tra le cause, spiegano i tecnici dei Comuni, c'è la poca trasparenza per quanto riguarda i riferimenti normativi. Per non parlare dei costi della sanatoria, considerata troppo onerosa. Non ultima infine, la speranza, tra i potenziali interessati al condono, in uno slittamento dei termimi fissati per la presentazione delle domande. A Campobasso fino a oggi le richieste di sanatoria sono 30, si sale di poco ad Aosta dove si è arrivati a quota 50. Stessa cifra anche a Trento. Sale sopra le 100 unità la cifra a Bologna, dove sono state presentate 127 adesioni. A Firenze la quota raggiunta è di duecento domande, mentre a Catanzaro si è arrivati a 450. Si sfonda il tetto delle mille richieste con Cagliari, mentre a Genova si sfiorano le 1.600 pratiche avviate, superata da Venezia (1.800 richieste), e da Napoli (duemila). Si sale ancora con Torino dove si raggiunge quota 2.280, cifra che raddoppia a Palermo (4.600) mentre a Bari si arriva a 5.260. Milano, subito dopo Roma, è la seconda classificata con un gap di circa 26 mila domande (se ne contano 5.800). E se a Venezia e Napoli va per la maggiore il cambio d'uso, a Torino le domande riguardano soprattutto i piccoli allargamenti. A Bari la sanatoria riguarda principalmente gli abusi minori, con il 70% delle domande pervenute. Anche a Milano sono state presentate in gran parte richieste di condono per piccoli allargamenti interni e esterne. A Cagliari la tipologia di sanatoria ricorrente è l'ampliamento, mentre ad Ancona le istanze riguardano principalmente garage e verande.

Un condono, quindi, all'insegna degli abusi «leggeri» senza domande consistenti che riguardino le nuove abitazioni, tipologia per altro già esclusa da molte leggi regionali. Non solo, in alcuni casi, come l'Umbria, è prevista addirittura la demolizione dei nuovi immobili a spese del proprietario. E anche se le altre regioni non sono state così «severe», comunque ben 18 hanno messo in campo norme che in molti casi vietano la costruzione di nuovi edifici, aumentano del 100% gli oneri concessori e del 10 per cento le oblazioni. Gli ampliamenti sono stati ridotti da quasi tutti e i cambi di destinazione sono stati sottoposti a restrizioni considerevoli. In tutta Italia solo due regioni, Abruzzo e Calabria, non hanno disposto una nuova norma accogliendo la legge nazionale.

Sullo stesso argomento

Articoli in archivio

Molte Regioni, anche non governate dall’Ulivo, restano fredde. Non è scontato che vengano raccolti i 3,8 miliardi di incassi previsti
Condono edilizio, prima rata verso il rinvio
A rischio la scadenza del 31 marzo. La Consulta esaminerà i ricorsi solo 7 giorni prima
di Piero Cacciarelli su Il Messaggero del 02/02/2004
Sequestrati 600.000 mq di terreno in cui vi sono 23 costruzioni ritenute abusive. L´area era destinata a verde agricolo
Ville di lusso nella riserva dello Zingaro
Sicilia, nuovo scempio edilizio: terreni sequestrati, 20 indagati
di Enrico Bellavia su La Repubblica del 03/11/2004
 
Cos'� ArchivioStampa?
Una finestra sul mondo della cultura, della politica, dell'economia e della scienza. Ogni giorno, una selezione di articoli comparsi sulla stampa italiana e internazionale. [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Notizie dal mondo
Notizie dal mondo
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2021
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0