Da Gazzetta del Mezzogiorno del 23/03/2006
Originale su http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_cronache_NOTIZIA_01.asp?IDN...

'ndrangheta: carabinieri arrestano boss Giuseppe D'Agostino

D’Agostino, 39 anni, ricercato da quasi dieci, è stato sorpreso all’interno di un’abitazione della periferia di Rosarno (Reggio Calabria), nel pieno di un summit con quattro affiliati
ROMA - I carabinieri del Ros e dei «Cacciatori di Calabria» hanno arrestato nel pomeriggio il boss Giuseppe D’Agostino, inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi in ambito nazionale. D’Agostino, 39 anni, ricercato da quasi dieci, è stato sorpreso all’interno di un’abitazione della periferia di Rosarno (Reggio Calabria), nel pieno di un summit con quattro affiliati.

Al momento della cattura D’Agostino e gli altri stavano festeggiando con pesce spada e champagne. Alcuni dei presenti sono riusciti a scappare. «E’ un ennesimo colpo positivo - ha commentato il sostituto procuratore distrettuale antimafia Roberto Di Palma - che la Dda di Reggio Calabria mette a segno. Frutto - aggiunge - dell’impegno di tutti quanti, della bravura delle Forze di Polizia e dell’intuizione del procuratore di creare dei coordinatori per la cattura dei latitanti. Riteniamo che si trattasse di una vera e propria riunione di ’ndrangheta, la circostanza dei soggetti senza armi confermerebbe questo dato.

E’ il frutto - conclude il magistrato - di una lunga attività messa in atto che ci ha permesso di catturare altri latitanti».

Sul capo di D’Agostino, boss dell’omonima cosca della ’ndrangheta di Laureana di Borrello, oltre ad una condanna già definitiva per concorso in omicidio, pendevano numerosi provvedimenti cautelari per associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti ed altri omicidi.

Già alla fine degli anni ’80, il pericolosissimo criminale si era imposto nel corso della sanguinosa faida di Laureana di Borrello, che aveva visto contrapposte le cosche Albanese-Cutellè-Chindamo-Lamari-D’Agostino. Queste ultime, appoggiate dal clan Bellocco di Rosarno, erano riuscite ad affermarsi sul territorio, assumendo il controllo delle attività illecite dell’area ed acquisendo un ruolo di primo piano nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito della stessa guerra di mafia, sono stati addebitati al D’Agostino dieci omicidi, tra cui l’uccisione di Michele Messina, avvenuta nel ’91 in provincia di Padova, e di Francesco De Bartolo, consumata sempre nello stesso anno in provincia di Reggio Calabria, eseguite su richiesta di Umberto Bellocco, alla cui cosca il D’Agostino ha sempre fatto riferimento.

Il blitz di oggi - spiegano gli investigatori - «rientra nell’incessante pressione investigativa dell’Arma che ha consentito, negli ultimi due anni, l’arresto di numerosi latitanti al vertice di altrettante cosche, quali Giuseppe Morabito, Pasquale Tegano, Gregorio Bellocco e i fratelli Giuseppe e Vincenzo Iamonte». Questi ultimi continuavano a dirigere le rispettive famiglie mafiose, da una latitanza condotta sul territorio calabrese, dove si sentivano protetti da una fitta rete di affiliati.

Alla cattura di D’Agostino i carabinieri sono arrivati «a conclusione di una serrata attività tecnica e di prolungati appostamenti».

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