Da Ansa del 03/04/2006
Originale su http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200604032341237098/200604032341237...

11 settembre: primo sì giuria a pena di morte per Moussaoui

WASHINGTON - Zacarias Moussaoui è sempre più vicino a quell'esecuzione per mano della giustizia americana che sembra cercare da anni. Una giuria popolare ha stabilito che l'unica persona incriminata negli Usa per l'attacco all'America dell'11 settembre 2001 è responsabile di reati da pena capitale, anche se Moussaoui si trovava in cella da un mese quando gli aerei dirottati si schiantarono sulle Twin Towers e il Pentagono.

Dopo tre giorni di camera di consiglio, interrotti dalla pausa del fine settimana, i nove uomini e le tre donne della giuria popolare del processo a Moussaoui ad Alexandria, in Virginia, sono riemersi con un primo verdetto. Il francese di origine marocchina, reo confesso di essere un seguace di Al Qaida, è 'idoneo' ad essere condannato a morte, perché con le sue bugie e la mancata collaborazione con l'Fbi dopo l'arresto, si è reso direttamente responsabile per la morte di almeno una delle circa 3.000 persone rimaste uccise nel peggior attacco terroristico nella storia americana.

Era questo il più importante dei requisiti che il giudice federale Leonie Brinkema aveva chiesto alla giuria di valutare, per stabilire se la pena di morte fosse applicabile in questo caso. Adesso nell'aula della Corte federale a pochi chilometri dal Pentagono sfileranno una serie di testimoni, tra i quali molti parenti delle vittime, che cercheranno di spiegare perché Moussaoui merita o meno di morire con un'iniezione letale. Gli avvocati d'ufficio della difesa tenteranno le loro ultime carte per evitare l'esecuzione, portando alcuni testimoni per sostenere che si tratta di un imputato schizofrenico e che risente di un'infanzia da immigrato nordafricano povero in Francia. Il terrorista si è già dichiarato colpevole lo scorso anno e la scelta, per la giuria popolare, è solo tra ergastolo e pena di morte, senza ulteriori alternative.

Moussaoui ha ascoltato pressoché impassibile il verdetto, per poi lanciare alcune imprecazioni ("Non avrete mai il mio sangue. Dio vi maledica tutti!") al momento di lasciare l'aula, come ha fatto praticamente a ogni udienza. Le reazioni dei familiari delle vittime presenti in aula sono state di soddisfazione per la decisione. "La pena di morte, se arriverà - ha detto Abraham Scott, rimasto vedovo l'11 settembre - porterà un po' di conforto alle famiglie e a tutte le persone nel mondo che hanno subito questa vicenda". Ma i pareri non sono concordi. Per Carrie Lemack, che vive a Boston e ha perso una sorella nelle stragi, la pena di morte è sbagliata "perché farà di questo individuo un martire".

In effetti fin dall'inizio della sua complessa vicenda legale, Moussaoui ha dato l'impressione di voler portare avanti una 'jihad giudiziaria', sperando di apparire come un martire dell'Islam ucciso su un lettino in un carcere americano. La possibilità di andare incontro all'esecuzione si è rafforzata soprattutto il 27 marzo scorso, quando ha preso la parola in aula e con una clamorosa deposizione-fiume ha in pratica offerto ai procuratori l'arma migliore a sostegno delle loro accuse. Moussaoui quel giorno ha sostenuto per la prima volta di essere stato a conoscenza del fatto che il World Trade Center doveva essere attaccato, anche se non conosceva la data precisa.

Ha inoltre svelato di aver conosciuto almeno 12 dei 19 terroristi kamikaze, compreso il capo del gruppo, l'egiziano Mohamed Atta. Li aveva incontrati, a suo dire, durante il proprio addestramento in Afghanistan in un campo di Al Qaida. Infine, Moussaoui era tornato a ribadire che a lui non toccava il ruolo di 20mo dirottatore - come inizialmente ritenevano gli investigatori americani - ma avrebbe dovuto essere il pilota di un quinto aereo destinato a schiantarsi sulla Casa Bianca.

Lo stesso Osama bin Laden, ha spiegato il francese, gli aveva concesso di realizzare quello per Moussaoui era da tempo un sogno. L'imputato ha raccontato di aver visto più volte se stesso, in sogno, ai comandi di un aereo che si disintegrava sulla sede della presidenza americana. Bin Laden è ritenuto molto sensibile ai sogni, che a suo dire sono visioni del futuro: in un video nel quale era ritratto nel 2001 mentre si assumeva la responsabilità dell'11 settembre, raccontava tra l'altro varie di queste 'visioni' avute nel sonno.

Moussaoui, 37 anni, fu arrestato dall'Fbi nell'agosto 2001, mentre prendeva lezioni di volo in Minnesota. Il suo comportamento bizzarro aveva finito per preoccupare i suoi istruttori, che si sentivano a disagio nel dargli l'addestramento necessario a pilotare un aereo di linea. In cella, il francese aveva tenuto la bocca chiusa sul progetto di attacchi di cui ora ha svelato di essere stato a conoscenza.

Nel dicembre 2001 il ministero della Giustizia americano incriminò Moussaoui per l'attacco a New York e Washington. All' epoca, veniva ancora ritenuto potenzialmente il 20mo uomo mancante: tre dei quattro aerei dirottati avevano cinque terroristi a bordo, mentre il quarto, quello poi precipitato in Pennsylvania, ne aveva solo quattro. Da allora però lo scenario investigativo è cambiato.

Lo stratega dell'attacco, Khalid Sheikh Mohammed, ha sostenuto che Moussaoui era ritenuto poco affidabile e che Al Qaida contava di utilizzarlo per una seconda ondata di dirottamenti. Il ruolo di 20mo dirottatore è stato assegnato a un saudita, Mohammad al-Qahtani, che adesso si trova detenuto a Guantanamo.

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Le procès Moussaoui a été suspendu
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