Da IMG Press del 25/08/2006
Originale su http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=20687&idsezione=3

Mafia: il comitato crimini & mazzette s'abbuffa, il conto lo paga Nino Rottino

Colpa di uno Stato assente, o di uno Stato mal rappresentato dai suoi uomini sul territorio. O colpa di una nuova santità assai laica come la mafia che in nome dei suoi interessi mobilita piccole e grandi masse e sanziona con la morte chi osa disobbedire ai suoi voleri. E' così strana la vita di questi tempi sulla fascia tirrenica messinese dopo gli ultimi avvenimenti giudiziari e criminali. L'ultimo è stato l'omicidio di Nino Rottino. E non è da escludere a breve un vertice sull'ordine e la sicurezza per blindare la discarica di Mazzarrà Sant'Andrea, il vero nocciolo della questione. A proposito, come mai l'amministrazione comunale di Mazzarrà tace e non urla forte la sua rabbia come fecero i ragazzi di Locri dopo l'omicidio Fortugno? Forse perché non vuol disobbedire al nuovo vertice di quegli invisibili che da tempo hanno preso in mano la questione rifiuti? Lo Stato deve comprendere che non può più far finta di nulla in quella zona dove si intrecciano gli interessi con la potentissima mafia barcellonese, sempre più avida e al tempo stesso consapevole che la torta è di svariati milioni di euro. Si parla di disobbedienza di Rottino, ma si dimenticano non solo i suoi trascorsi ma anche quella carriera che lo aveva portato a entrare nelle trattative con il vertice criminale del Longano. La sua eliminazione rientra in quella logica di dare una lezione ai free lance: puoi rubare per il gruppo ma non puoi commettere reati da solo. E come in precedenza spiegato la torta comprende anche l'apertura di ipermercati, la cui finalità è sempre la solita: ripulire i soldi di provenienza illecita. Sarebbe il caso che la Dda di Messina ripassasse al setaccio certe ambientali eseguite dai carabinieri di Milazzo che vedono come protagonisti l'imprenditore Immacolato Bonina (presidente dell'Igea Virtus) e il giudice della Corte d'Appello di Messina, Francesco Sidoti. In quelle libere conversazioni c'è uno spaccato di quanto siano intrecciati i destini dell'imprenditoria, della giustizia e degli affari nel barcellonese. Queste intercettazioni come mai non sono state poste all'attenzione del Csm? Chi si vuole proteggere tenendole chiuse nei cassetti? Perché un così basso profilo pur in presenza di fatti così eclatanti che farebbero leggere in chiave diversa determinati comportamenti di uomini e istituzioni? Se si vuol davvero sollevare i veli sul caso Barcellona sarebbe necessario rivedere la linea d'azione partendo proprio da questi strani connubi...

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