Dacia Maraini

Scrittore − Italia

Probabilmente la più conosciuta scrittrice femminista italiana, e la più tradotta nel mondo, Dacia Maraini, nacque a Firenze nel 1936, dal famoso etnologo Fosco Maraini e dalla pittrice, Topazia Alliata. Desideroso di lasciare l'Italia fascista, Fosco Maraini chiese di essere trasferito in Giappone, dove visse con la sua famiglia, tra il 1938 e il 1947.

Dal 1943 al 1946, la famiglia Maraini, insieme con altri italiani, fu internata in un campo di concentramento, per essersi rifiutata di riconoscere ufficialmente il governo militare giapponese. Nella sua collezione di poesie Mangiami pure, del 1978, la scrittrice racconta delle atroci privazioni e sofferenze, provate in quegli anni.

Questa scrittrice ha diviso la sua carriera in tre fasi principali. Una prima, in cui la scrittura le permise di superare l'alienazione che sentiva, attraverso la descrizione e l'analisi delle vita di alcune donne. Una seconda, una volta presa più confidenza con la scrittura, in cui iniziò ad esprimere le sue ideologie e a sostenere il cambiamento politico e sociale. Ed una terza, infine, che riguarda ancora oggi la scrittrice, nel quale si è impegnata a combattere le "certezze ideologiche, attraverso la realtà".

Molti dei racconti scritti dalla Maraini durante l'adolescenza, furono pubblicati nei giornali della scuola, e nel 1956, insieme con altri scrittori, fondò la rivista letteraria Tempo della letteratura.

Il suo ingresso ufficiale nel mondo letterario nazionale, iniziò quindi negli Anni '50, quando si trasferì a Roma ed entrò in contatto con molti scrittori di rilievo. A Roma incontrò anche Alberto Moravia, che nel '62 lasciò la moglie Elsa Morante, per lei. Lo stesso anno, Dacia Maraini, pubblicò il suo primo romanzo, La vacanza, a cui successero, L'età del malessere (1963), che vinse il premio Formentor per opere inedite, Mio marito (1968), una collezione di racconti, e sette altri romanzi, di cui due sono diventati dei film.

Nel 1985, la scrittrice ha vinto il premio Fregene per Isolina, e nel 1990, il prestigiosissimo premio Campiello, per il suo romanzo storico La lunga vita di Marianna Ucrìa.

Ma la fama della Maraini è dovuta anche al suo grande talento come critico, poetessa e drammaturgo. Questa scrittrice si è dedicata moltissimo al teatro, che essa vede come il miglior luogo per informare il pubblico riguardo a specifici problemi sociali e politici. Dal 1967, ha collaborato con diversi gruppi sperimentali romani, e ha fondato La Compagnia del Porcospino; nel 1969, ha fondato il Teatro di Centocelle, e, nel 1973, la compagnia de La Maddalena, la prima compagnia teatrale interamente femminile. Dal 1967 ad oggi, la Maraini ha scritto più di trenta opere teatrali, molte delle quali sono giunte in Europa e in America.

Assidua collaboratrice anche di giornali e riviste, nel 1987, ha pubblicato una parte dei suoi articoli nel volume La bionda, la bruna e l'asino, edito da Rizzoli.

Ancora estremamente prolifica, viaggia attraverso il mondo partecipando a conferenze e prime dei suoi spettacoli. Ora risiede a Roma.

Libri consigliati


di Dacia Maraini edito da Giulio Perrone Editore, 2009
 
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